Maya 15 min. 20 min.

ferratelle

Buonasera piovosa!La ricetta che oggi vi propongo è presa in prestito dalla tradizione del paese dove ho trascorso la mia infanzia: l’Abruzzo. Terra da me amata e da qualche anno ormai ferita profondamente dal terremoto che ha distrutto tanto, ma non le tradizioni che le persone custodiscono gelosamente e attraverso le quali possono vivere ricordi che nessuno gli porterà mai via. Questa estate sono stata al paese dopo tanti anni che non andavo, tante cose sono cambiate, ma i profumi, le persone accendevano ad ogni passo ricordi meravigliosi che le macerie di quel catastrofico 6 aprile 2009 non hanno potuto distruggere. Ogni passo per la strada era un ricordo, un’immagine e il ritorno a quel tempo spensierato fatto di corse per le strade, di giochi, di chiacchiere, di esperienze di libertà adolescente, di primi amori. Nella mia numerosa famiglia il tempo era scandito dalle feste e dal cibo, ogni ricorrenza aveva la sua tradizione culinaria e tutte le donne al dì di festa indossavano la loro “parannanza” e via di cucina! Chi ammassava, chi preparava il sugo, chi si dedicava alle carni, spesso cotte con dovizia di marinature sul camino, chi si dedicava ai dolci che poi venivano distribuiti di casa in casa fra i parenti perché “…così la mattina ci fai la colazione” oppure “così te le riporti a Milano” e poi ci si riuniva tutti attorno al tavolo e via partivano i discorsi accesi di politica…una tradizione!! Il cibo era considerato un distributore di affetto, soprattutto per noi “forestieri” di Milano …ricordo che la prima cosa che la nonna mi diceva quando la ritrovavo nei periodi di vacanza era “come sei sciupata….” e via di zabaione, di salami, di fettuccine ammassate. Tornavo a Milano che sciupata non ero proprio più! In onore di questa terra e dei miei ricordi ho deciso di preparare questa ricetta, certamente fuori stagione, perché questo dolce si prepara di solito nel periodo di Pasqua. Alcuni dicono che sia molto buona accompagnata con il miele o con qualche marmellata fatta in casa io invece amo mangiarla con un bel salame, il contrasto dolce salato è piacevolissimo! Per farlo ci vuole uno strumento anch’esso tradizionale il ferro a pinza con doppia piastra: Proprio da questo attrezzo prende il suo nome la “ferratella”. Io l’ho usato manuale, ma so che ne esiste anche una versione elettrica…

Ingredienti

nr.3 uova
nr.4 cucchiai di zucchero (a piacere)
nr.5 cucchiai di olio
nr.5 cucchiai di latte
Farina qb (la pasta deve essere un pò sostenuta)
La buccia grattugiata di un limone
Liquore a piacere
Mezza bustina di lievito vanigliato

Preparazione

Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere l’olio, il latte, la buccia grattugiata del limone ed il liquore, quindi incorporare piano, piano la farina necessaria fino ad ottenere un impasto abbastanza sostenuto. Aggiungere la mezza bustina di lievito ed amalgamare bene.

Arroventare il ferro ed imburrare leggermente le due piastre.

Dosare con un cucchiaio da the la pastella ottenuta e posare l’impasto al centro della piastra, chiudere il ferro e cuocere a fuoco lento per qualche minuto da ambo i lati.